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Sindrome di Stoccolma: cos’è, sintomi, perché si chiama così

Cos’è la sindrome di Stoccolma? È una condizione psicologica che spinge le vittime di rapimento ad innamorarsi o a provare sentimenti come empatia ed amicizia nei confronti del loro sequestratore. Si crea un intimo rapporto vittima carnefice in amore che spesso è anche stato rappresentato e romanticizzato nel cinema, ma non solo, ci sono infatti anche molti libri sulla sindrome di Stoccolma psicologia.

Quali sono le cause che portano una persona a soffrire di questa condizione chiamata anche sindrome carceriere? Perché mai qualcuno dovrebbe innamorarsi di un’altra persona che gli ha fatto del male?

Cerchiamo le risposte a tutte queste domande.

Sindrome di Stoccolma in amore, cos’è?

Ci sono molti studi in psicologia su questa sindrome Stoccolma, però non sono ancora chiare le cause che potrebbero scatenare questa reazione della vittima. Pare che ci siano delle situazioni ricorrenti che sono state individuate come le cause scatenanti di questa reazione.

Ad esempio una causa potrebbe essere l’empatia tra la vittima ed il sequestratore e di conseguenza lo sviluppo di sentimenti positivi. Inoltre, pare che per sviluppare questa sindrome vittima carnefice non ci debba essere stata nessuna precedente relazione tra l’ostaggio e il suo rapitore. È stato anche studiato che ad un certo punto del rapimento la vittima inizia ad avere fiducia nel suo rapitore e sfiducia invece nelle autorità che dovrebbero salvarla.

Una domanda ricorrente è come curare sindrome di Stoccolma? Pare proprio che non ci sia un trattamento specifico da seguire. Questa condizione non è stata riconosciuta come una malattia psichiatrica, ma solo come una condizione psicologia. Di conseguenza non esistono terapie specifiche.

I sintomi ricorrenti sono: empatia nei confronti del rapitore, simpatia e attaccamento e a volte anche amore nei suoi confronti da parte della vittima. Altri comportamenti ricorrenti sono odio nei confronti delle autorità e avversione per i tentativi di salvataggio.

Esistono alcuni schemi ricorrenti studiati in diversi individui ma non sono stati ancora stabiliti dei requisiti fissi o indispensabili. Mancano effettivamente degli studi medici approfonditi al riguardo.

Da dove nasce il nome di questa sindrome?

Il nome di questa condizione psicologica nasce nel ‘73, anno a cui viene legato il primo avvenimento. Questo infatti fu il primo fatto di cronaca che avvenne in Svezia, appunto a Stoccolma.

Durante quel giorno due criminali decisero di svaligiare una banca di Stoccolma e per cinque giorni consecutivi tennero in ostaggio quattro dipendenti dell’Istituto. Durante questi lunghi giorni gli ostaggi e i loro rapinatori svilupparono un rapporto tanto simbiotico da ostacolare persino i tentativi di salvataggio da parte delle autorità.

Si sviluppò quindi un sentimento di affetto e attaccamento reciproci fino all’epilogo della vicenda. I rapinatori infatti vennero arrestati e gli impiegati tratti in salvo. Pare però che dopo i fatti i quattro impiegati presi in ostaggio continuarono a far visita in carcere ai loro sequestratori. Alla fine della vicenda un’impiegata della banca decise anche di divorziare dal suo precedente marito per convolare a nozze con uno dei due rapitori.

Come abbiamo già detto la sindrome di Stoccolma cura non esiste. Sarà soltanto il tempo ed una terapia psicologica a ripristinare la psiche dei sequestrati. La cosa più importante è non isolare queste persone, stargli vicino ed aiutarli a comprendere la differenza tra gli affetti reali e l’affetto che li lega ad un rapitore.

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