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Codice tributo 3944, cos’è? Quando si paga? Si può compensare?

Il codice tributo 3944 è il codice d’identificazione della tassa sui rifiuti, meglio nota come TARI. Istituita il 1 gennaio 2013, con denominazione di TARES, a partire dal 1 gennaio 2014, è designata con la sigla attuale. Il fine dell’introduzione di tale imposizione era l’accorpamento in un’unica tassa che includesse sia il pattume che i servizi indivisibili comunali.

Generalmente, i contribuenti che sono tenuti a pagare tale prestazione sono i detentori di immobili generanti rifiuti. La tassa non sarà quindi compensata dal proprietario del locale, ma piuttosto dai suoi occupanti, in nome del principio “Chi inquina, paga”.

A seconda della condivisione della proprietà dell’immobile e dal numero di inquilini residenti presso la costruzione edile, vi sono determinate norme che regolano la spartizione della remunerazione dovuta al Comune. In base a tali criteri, si stabilisce anche a chi spetta il compito di provvedere alla corresponsione del tributo.

Codice tributo 3944: le regole da seguire

Come visto precedentemente, sono gli inquilini o l’inquilino di una data abitazione, capace di sfornare detriti, a provvedere al pagamento. Vi sono però alcuni casi che dobbiamo necessariamente considerare.

Innanzitutto, se l’occupante alloggia per un periodo di tempo inferiore a 6 mesi, la responsabilità di saldare il conto ricadrà sul proprietario dell’immobile. Nell’ipotesi in cui, invece, si tratti di multiproprietà, regolare il pagamento sarà dovere di chi amministra i servizi comuni.

Di primario interesse sono anche l’insieme delle zone o degli immobili esclusi o esenti dal versamento della somma di denaro. Fra questi, troviamo le imprese che gestiscono i cosiddetti rifiuti speciali e si occupano anche del loro smaltimento; le aree penitenziarie all’aperto o accessorie a locali tassabili e le aree comuni del condominio.

In date circostanze, si possono ottenere delle riduzioni. Ci riferiamo alle residenze con un solo occupante; le abitazioni a uso stagionale; i locali e le aree scoperte. Nella stessa enumerazione leggiamo anche di immobili i cui soggiornanti dimorino all’estero per più di 6 mesi all’anno e di fabbricati rurali a uso abitativo.

A questi, si aggiungono anche edifici, i cui occupanti si impegnano nella prevenzione dei rifiuti. Qualora ci si impegnasse a impedire la formazione di rifiuti, sarà conveniente consultare il sito del proprio comune di residenza, al fine di raccogliere informazioni su possibili diminuzioni della cifra da versare.

Le scadenze delle rate sono le seguenti: entro il 30 novembre va onorata la prima rata, entro il 30 dicembre la seconda ed entro il 30 gennaio la terza. E’ possibile estinguere il debito anche in un’unica soluzione, in data 30 novembre, ogni anno.

Compilazione del modello F24

Così come per altri tributi, per procedere al pagamento della TARI, occorrerà stilare un modulo, basato sul modello F24.

Tale formulario racchiude tutte le sezioni grazie alle quali potranno essere radunati tutti i dettagli concernenti la persona che dovrà adempiere alla remunerazione.

Oltre all’immancabile codice catastale e ai campi di ricerca riguardanti il numero degli immobili, la rateazione, l’anno di riferimento, gli importi a debito versati e gli importi a credito compensati, sarà opportuno barrare la casella o riempire altri riquadri.

Se, difatti, il pagamento è avvenuto in ritardo, il contribuente dovrà spuntare la casella del ravvedimento operoso, mentre altri spazi indicati come TOTALE G o la detrazione resteranno vuoti, se non sono presenti alcune condizioni. Chiarimenti più dettagliati al riguardo sono reperibili sul sito dell’agenzia delle entrare.