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Certificato Attribuzione Partita Iva: cos’è, come compilarlo

Oggi parleremo di una delle modalità di ritiro stipendio più gettonate in tutta Italia: il Certificato Attribuzione Partita Iva. Grazie a questo articolo andremo a scoprire cosa sia, come funzioni il cedolino Partita Iva e se esso convenga o meno. Continua a leggere per saperne di più.

Cosa è il Certificato di Attribuzione Partita Iva?

Il Certificato di Attribuzione è un attestato rilasciato dall’Agenzia delle Entrate con l’obbiettivo di testimoniare l’esistenza di un documento Partita Iva. Esso può essere utile in più casi, come nell’aprire un conto corrente a nome di un’attività o richiedere un finanziamento alla banca. Questo foglio mostra vari dati, come codice fiscale, dati del titolare, numero di Partita Iva, indirizzo dell’attività, codice ATECO e natura giuridica; vengono quindi emessi tutti i dati utili per il riconoscimento di una determinata azienda o di un determinato lavoratore freelance. Il Certificato Attribuzione Iva viene stipulato dall’Agenzia dell’Entrate nell’esatto momento in cui viene effettuata un’iscrizione Partita Iva. In caso questo certificato venga perso, è possibile richiedere un duplicato. Nel prossimo paragrafo andremo a vedere i passaggi da svolgere perché questo documento possa essere rilasciato una seconda volta.

Come si ottiene la Certificazione Attribuzione Partita Iva?

La Certificazione di Attribuzione viene rilasciata dall’Agenzia delle Entrate durante l’apertura di una Partita Iva. In caso essa venga smarrita, è possibile richiedere un duplicato. Perché la domanda venga ritenuta valida, è necessario spedirla utilizzando il modello AA9/12. E’ obbligatorio poi inserire varie le informazioni, che possiamo trovare nel foglio originale. Una volta compilato, è possibile presentarlo all’Agenzia delle Entrate, inviarlo tramite posta raccomandata ad un ufficio dedito, salvarlo online all’interno del sito ufficiale o lasciarlo al proprio commercialista. Non è invece possibile richiedere il certificato tramite il Cassetto Fiscale, le uniche opzioni valide sono quelle elencate in precedenza. Questo foglio non può essere richiesto da tutti, è infatti obbligatorio essere il possesso di una Partita Iva attiva, essere titolare di un’attività o legale rappresentante. Una volta che la domanda arriva all’ufficio, l’Agenzia delle Entrate effettua controlli e interroga la Camera di Commercio, in modo da testare l’effettiva validità e provenienza della domanda, senza che essa possa poi andare in mani sbagliate.

Conviene o no?

Non esiste il concetto di convenienza quando si parla di modello Partita Iva. Esso infatti permette di ritirare il proprio stipendio nel modo più legale possibile, tassandolo secondo regole dello Stato. Sicuramente il mancato possedimento di Partita Iva permette un guadagno maggiore, ma non sempre è possibile: il rilascio Partita Iva non è obbligatorio quando svolgiamo lavori occasionali o lavori dichiarati da altre aziende; in caso di lavoro autonomo o possedimento di un’attività, essa è obbligatoria. E’ consigliato però informarsi tanto su questo concetto, in quanto può risultare particolarmente importante in vari sbocchi lavorativi: qualsiasi occupazione autonoma che permette di ottenere un guadagno superiore ai 5000 euro annui richiede il possesso di questo documento.

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