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Codice tributo 4001, cos’è? Quando si paga?

Oggi rispondiamo al quesito “Il codice tributo 4001 a cosa si riferisce?” Il codice 4001 è la serie di numeri che, generalmente, un cittadino italiano immette, col fine di pagare l’IRPEF. La sigla sta per imposta sul reddito delle persone fisiche. Esso fornisce il 40% della riserva di monete dello Stato.

Il numero quindi non indica altro che il codice tributo IRPEF.

Il regolamento è citato nel TUIR, ossia il testo unico delle imposte sui redditi che è una legge della Repubblica italiana, entrata in vigore il 22 dicembre 1986. Tale progetto, riportante la firma di Francesco Cossiga, regolava il funzionamento in materia di fisco.

L’imposta ha carattere progressivo, vale a dire che l’importo muta a seconda di una serie di aliquote e scaglioni crescenti. Dal 2012, gli scaglioni sono 5.

Secondo l’attuale precettistica, il saldo e il primo acconto IRPEF hanno come scadenza il 30 giugno di ogni anno.

Nel 2021, la proroga del decreto Sostegni Bis ha fatto spostare la data di scadenza di ogni versamento derivante dalla dichiarazione dei redditi scaduti dal giugno al settembre 2021.

Pagamenti cod 4001: chi li effettua e come avvengono

Coloro che sono tenuti a onorare la somma di denaro sono i dipendenti, i pensionati e i lavoratori con contratto cococo; imprenditori artigiani e commercianti, lavoratori autonomi e occasionali; titolari e non di partita IVA.

Anche gli italiani residenti all’estero rientrano nell’elenco dei soggetti passivi dell‘IRPEF se questi possiedono un reddito prodotto sul suolo italico, così come le società di persone e le società di capitali, i cui componenti hanno adottato la tassazione di trasparenza. Attraverso quest’ultima, il soggetto con reddito diventa trasparente per il fisco.

Essere trasparenti per il fisco sta a significare che sulla persona non gravano imposizioni tributarie.

Ad ogni rata corrisponde un determinato codice: per compensare la prima rata, la sequela di cifra da comporre sarà 4033, mentre la seconda rata o l’unica soluzione potranno essere onorate tramite la successione dei caratteri numerici 4034.

Anche in tal circostanza, la redazione di un modello F24 sarà necessaria per effettuare i dovuti esborsi. Nel campo della rateazione, andranno inserite 4 cifre. Le prime due identificheranno la rata da pagare e le ultime due segnaleranno il numero di versamenti da portare a termine.

Se si tratta di importi a credito o versamenti in un’unica rata, il codice è 0101.

Nel riquadro in cui compare la scritta comunicante l’anno di riferimento, l’utente dichiarerà l’anno per cui erogherà la somma. Alla voce importi a debito versati, occorre riportare la quantità di denaro a debito.

La categoria TOTALE A è la somma degli importi a debito, la categoria TOTALE B include l’insieme degli importi a credito. I codici ufficio ed atto vanno lasciati liberi.

Nell’ipotesi in cui un cittadino non abbia saldato il debito in tempo, la presenza del ravvedimento operoso normalizzerà la gestione dei conti. Si andranno quindi a calcolare gli interessi e le sanzioni in cui l’individuo è incorso, a causa del ritardo. Il 1989 codice tributo è per gli interessi e 8901 per le sanzioni.

Sul sito dell’agenzia delle entrate, è mostrato l’esempio del modello F24 da stilare, in caso di pagamento dell’IRPEF.